La mia Puglia: niente ILVA nè gasdotto TAP

Puglia24news

La Puglia che verrà: la candidata governatore alle prossime regionali del Movimento 5 stelle Antonella Laricchia in un’intervista a Puglia24News racconta quali sarebbero i punti chiave della sua amministrazione. Laricchia immagina una scuola dove si insegni la “vera storia del sud Italia” per far crescere i giovani e valorizzare i talenti, una Taranto senza Ilva che riparta dal turismo, case salute per rimettere in piedi la sanità pugliese. Ma partiamo dall’inizio:

– Dieci anni di governo Vendola. Cosa si salva e cosa si butta?
Si salvano i tentativi di finanziare, attraverso dei bandi regionali, le idee imprenditoriali giovanili e i talenti culturali ma si butta la gestione poco trasparente della selezione dei vincitori. Si buttano tutte le autorizzazioni per le trivellazioni in terra alla ricerca di idrocarburi, per lo scarico a mare delle acque reflue depurate, per la logica di incenerire i rifiuti piuttosto che attuare la strategia “rifiuti zero”, mettendo a rischio la nostra agricoltura, la pesca, l’allevamento ed il turismo che sono le più grandi opportunità di lavoro per i pugliesi.

– Tante le sfide che la Puglia deve affrontare. Partiamo da una delle più spinose al momento, la morìa degli ulivi salentini e il dibattito sulla Xylella fastidiosa. Cosa pensa degli ultimi sviluppi (in particolare la decisione arrivata dalla Commissione Agricoltura di eradicare piante secolari) e quali sarebbero gli interventi che come governatore metterebbe in atto?
La decisione che giunge dall’Unione Europea ratifica semplicemente un suggerimento che viene dalla Regione. Il colpevole, dunque, è a Bari e non a Bruxelles. Sono assolutamente contraria all’eradicazione degli ulivi perché mancano sia le prove definitive che la causa del disseccamento sia la Xylella (l’Efsa stesso ci ricorda che è una delle concause), perché lo stesso Silletti in audizione alla Camera ha ammesso che in America, le eradicazioni effettuate nel tentativo di distruggere un altro ceppo della Xylella, hanno fallito. Gli interventi che da governatore metterei in atto sarebbero un cospicuo finanziamento alla ricerca scientifica per la rapida sperimentazione delle alternative alle eradicazioni che qualche consorzio agricolo è disponibile a mettere a disposizione gratuitamente (si tratta dell’utilizzo di prodotti a base di microrganismi, del tutto naturali ed in parte biologici). Inoltre, garantirei un sostegno al reddito degli agricoltori interessati dal fenomeno e per questo chiederei lo stato di calamità. Infine, realizzerei un piano olivicolo regionale che tenga conto delle diverse varietà della coltura di ulivi della nostra Puglia, suggerisca tecniche di coltivazione e di prevenzione degli attacchi dei batteri.

– GASDOTTO TAP. La Regione ha espresso l’ennesimo no all’approdo dell’opera a San Foca, ma il governo ha dichiarato chiuso il confronto tra gli enti ed ora deciderà il da farsi. Vendola ha dichiarato che, se si proseguisse con la scelta di Melendugno quale approdo, la Regione reagirà con “tutti gli strumenti a sua disposizione”. Ma, dato l’avanzare delle regionali, è probabile che la decisione passerà alla prossima amministrazione della quale Lei potrebbe essere governatore. Cosa farà? Reagirò “con tutti gli strumenti a disposizione” della Regione affinché il Tap non approdi da nessuna parte in Puglia. Il Tap è inutile, porterebbe appena 10 miliardi di metri cubi annui di gas, per giunta sostitutivo. È solo l’ennesima grande opera su cui si vuol fare speculazione.

– SANITA’. La Sanità pugliese è tra le peggiori d’Italia. Quali le manovre necessarie per migliorarla? La creazione di case della salute in ogni comune o comunque a livello più territoriale in modo che filtri i casi più semplici lasciando agli ospedali i casi più specializzati così che non siano intasati né i pronto soccorso né gli altri reparti: questo è possibile attraverso un’ottimizzazione delle immense risorse a disposizione per questo settore. Inoltre, è necessario il rispetto della normativa regionale per cui l’apertura di una struttura semplice di un reparto deve essere giustificata da un atto aziendale, approvato dalla Regione, che tenga conto dei dati epidemiologici e delle liste d’attesa. È indegno che finora nessun atto aziendale sia mai stato approvato dalla Regione eppure ci siano state le aperture di strutture semplici e compless. Vien da pensare che abbiano seguito criteri clientelari piuttosto che territoriali.

– ILVA. Come uscire dalla crisi e come risanare le ferite della città di Taranto? L’Ilva deve chiudere e Taranto deve vivere una riconversione economica che valorizzi il suo centro antico, i suoi due mari, le meraviglie naturalistiche delle isole Cheradi, la sua agricoltura, mitilicoltori, archeologica, storia. In queste attività di riconversione devono essere impegnati i lavoratori dell’Ilva, con misure di sostegno al reddito da parte dell’amministrazione regionale. Taranto deve diventare sinonimo di turismo, agricoltura e mitilicoltori di qualità. L’Ilva deve diventare al più presto solo un brutto ricordo.

– SICUREZZA. Furti, rapine, aggressioni: la Puglia è salita spesso alle cronache negli ultimi anni per la questione sicurezza. Come agirebbe la sua amministrazione a riguardo? Garantendo alle forze di polizia tutte le risorse necessarie alla loro attività sul territorio, investendo negli innovativi software che permetterebbero di prevenire i crimini seriali (quali ad esempio il key crime, che è già una realtà nella questura di Milano e negli Stati Uniti) e favorendo il reinserimento sociale dei detenuti.

– SCUOLA e DISOCCUPAZIONE GIOVANILE. Quali gli interventi necessari? Per le scuole, occorrono finanziamenti e linee guida per assicurare un’offerta formativa molto ampia, che permetta l’insegnamento della musica, arte con conseguente incoraggiamento dei giovani talenti; l’insegnamento della vera storia del sud Italia, per superare quel senso di inferiorità che potrebbe portare i nostri giovani a disprezzarsi, disprezzare questa terra e a diventare quel che gli viene detto di essere (pigri, assenteisti, scansafatiche, mafiosi…); l’insegnamento delle pratiche agricole tradizionali, l’educazione alimentare a base di prodotti locali, lo studio della storia locale e delle ricchezze culturali della nostra terra per tornare ad appassionarsi a quei settori che offrono tante bellissime opportunità di lavoro; l’inclusione sociale dei diversamente abili e degli extracomunitari.

– Infine, quali sono le tre sfide che si propone di realizzare nei primi sei mesi di amministrazione, qualora fosse eletto governatore? Reddito di cittadinanza regionale (da 580 euro al mese per i nuclei familiari composti da una sola persona, a 1200 per quelli composti da tre persone fino a 2200 per quelli composti da sette persone o più), piano olivicolo regionale e piano sanitario per le case della salute.

Puoi leggere l’intervista sul sito di Puglia 24 News

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