La disoccupazione in Puglia e le promesse mancate di Emiliano

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La disoccupazione è purtroppo il triste effetto di strategie economiche sbagliate. I posti di lavoro ci sono in Puglia e non sono i 30.000 posti di lavoro promessi (una delle tante promesse da campagna elettorale a cui ci siamo abituati) da Michele Emiliano nel 2009 a Bari e mai creati!
Urge una riconversione economica della Puglia, come quella operata nella regione francese Nord Pas de Calais, che ha abbandonato il modello economico dell’industria pesante per preferire un piano integrato di rifiuti zero, sostegno ai prodotti a km zero ed energie rinnovabili che hanno favorito le piccole medie imprese, producendo in un solo anno circa 20.000 posti di lavoro.
Secondo uno studio della Camera, se una pubblica amministrazione investe un miliardo in grandi opere o in fonti fossili, può produrre al massimo 600 posti di lavoro; se investe quella stessa cifra nel settore dell’efficientamento energetico degli edifici, può produrne fino a 18.000 posti di lavoro. Il cambiamento è possibile ed è già realtà altrove, fino ad oggi è mancata solo la volontà politica.

Ma penso anche al settore dell’agricoltura, che tanto potrebbe dare ai pugliesi, è sempre più strangolato da una politica che vede le PMI come limoni da spremere e non come un settore economico da tutelare e incentivare per valorizzare il “made in Italy” evitando così di cadere nelle mani delle multinazionali estere. Penso ad esempio all’‪#‎IMUAgricola‬ che gli agricoltori saranno costretti a versare per sanare lo spot elettorale di Renzi degli 80 euro. Quindi non solo gli agricoltori sono in difficoltà a causa del mercato sempre più soggetto alle decisioni della grande distribuzione, ma vengono nuovamente colpiti dal Governo a guida PD. Oltre al danno la beffa.
Se la politica di centro destra e centro sinistra si ostina con le scelte che non producono occupazione utile nè reddito diffuso, viene il dubbio che non abbia alcuna intenzione di eliminare la disoccupazione. Anzi, il problema della disoccupazione fino ad oggi è servito troppo spesso alla politica per rendere la scelta nell’urna più facilmente influenzabile da promesse elettorali.
In Puglia è fondamentale per creare lavoro e benessere investire nei settori utili e ad alta intensità occupazionale come la riqualificazione energetica degli edifici, le bonifiche dei territori inquinati, la salvaguardia del territorio dal dissesto idrogeologico, le Fonti Energetiche Rinnovabili diffuse, e l’agricoltura di qualità e tutelando e valorizzando il nostro territorio aumentiamo anche l’attrattiva turistica di quella che da tre riviste internazionali è stata definita la regione più bella del mondo.

Oltre a questo come già detto il M5S istituirà il microcredito per aiutare le imprese, una realtà a livello nazionale che grazie al taglio degli stipendi dei nostri parlamentari permetterà di dare fino a 25.000 euro alle PMI che ne faranno richiesta. Ma pensare alle imprese non è la nostra unica priorità perché al tempo stesso le istituzioni devono tutelare le fasce deboli ed aiutarle: se i pugliesi ci daranno la possibilità di governare, istituiremo il reddito di cittadinanza che è già realtà in moltissimi paesi europei, alle persone con basso reddito e non solo garantiremo fino a 580 euro al mese a persona per superare quella che, secondo l’ONU, è la soglia di povertà relativa nel 2015. Le già ci sono ed è previsto un piano che aiuti queste persone a formarsi ed a trovare lavoro.

Da Giugno il cambio del modello economico in uno più virtuoso sarà possibile anche in Puglia grazie al MoVimento 5 Stelle.

#‎M5S‬  ‪#‎Puglia5Stelle‬ ‪#‎MetteteciAllaProva

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