Pillole di sanità pugliese

San Cataldo o San Giuseppe Moscati. A quale Santo può appellarsi la POPOLAZIONE TARANTINA?
Il San Cataldo, il nuovo polo oncologico, dovrebbe sorgere lungo la strada Taranto – San Giorgio Jonico. Per far ciò bisogna comprare terreni e costruire nuove strade.
In Italia abbiamo tantissimi esempi di OSPEDALI INIZIATI a costruire de novo e MAI FINITI. Il perché si ritrova nell’aumento delle spese dell’edilizia sanitaria legato al tempo che scorre, PIÙ PASSA IL TEMPO PIÙ I COSTI dei materiali e della manodopera AUMENTANO. Se un ospedale non si riesce a finire nei TEMPI PREVISTI, i costi aumentano, GLI STANZIAMENTI FINISCONO e la nuova struttura viene lasciata INCOMPIUTA.
Il Italia ci sono decine e decine di questi esempi di SPRECO IMMOTIVATO DI DENARO PUBBLICO.
Una PROPOSTA, a mio avviso più RAZIONALE, dovrebbe prevedere:
1) L’immediata IMPLEMENTAZIONE del polo oncologico già presente all’Ospedale Nord (San Giuseppe Moscati), con la costruzione (o la ristrutturazione) di nuove aree destinate ad un secondo reparto di oncologia ed un nuovo reparto di onco-ematologia pediatrica. Infatti, pur ribadendo che IL TRIONFO DELLA MEDICINA RISIEDE NELLA CHIUSURA DEFINITIVA DELLE FONTI INQUINANTI (ILVA, Cementir ed ENI), riconosciamo la NECESSITÀ DI CURARE PIU CELERMENTE possibile i cittadini affetti da patologie tumorali e di diagnosticare precocemente i nuovi casi.
2) Il graduale AMPLIAMENTO del San Giuseppe Moscati, a cui si può anche cambiare nome, mediante costruzione di nuovi padiglioni. Costruzione che avanzerebbe IN MODO PROGRESSIVO, padiglione dopo padiglione e solo PROPORZIONALMENTE ALLA LIQUIDITÀ PRESENTE, in modo da evitare di rimanere con scheletri di edifici incompiuti. Ovviamente la costruzione di nuovi padiglioni sarebbe preceduta dalla RISTRUTTURAZIONE e MESSA IN REGOLA delle due torri già esistenti.
Seguendo queste indicazioni, si TAMPONEREBBE subito L’EMERGENZA ONCOLOGICA. In TEMPI BREVISSIMI, mesi non anni che si impiegherebbero per la costruzione del San Cataldo, sempre se si riesca a finirlo! Si RISPARMIEREBBE CEMENTO ristrutturando e riutilizzando le due torri già esistenti e continuando ad impiegare il relativamente nuovo padiglione delle Malattie infettive. Si risparmierebbe tanto DENARO PUBBLICO. Inoltre l’ospedale Nord è gia servito da una strada a 4 corsie, si EVITEREBBERO quindi NUOVE ED INUTILI DISTESE DI ASFALTO.
Certo QUESTE SOLUZIONI NON PIACERANNO AGLI SPECULATORI, a chi vuole continuare a deturpare il territorio. A TARANTO I PROBLEMI sono tangibili, SI RESPIRANO, nel vero senso della parola. Queste risoluzioni rappresentano, a mio avviso, la risposta più celere e razionale all’emergenza oncologica e sanitaria di Taranto.
Carlo Pizzoni, Candidato Consigliere per la Puglia del M5S

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